Newsletter #34

marzo 2026

19 articoli
33 min totali
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Banner Bill up arriva in Italia con l’app per gestire le fatture delle piccole imprese
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Bill up arriva in Italia con l’app per gestire le fatture delle piccole imprese

La app della fintech francese “Bill up” arriva in Italia. La soluzione è pensata per semplificare la gestione e il pagamento delle fatture per artigiani, lavoratori autonomi e microimprese, ma anche per privati che devono gestire volumi elevati di fatture.

L’ambizione dell’azienda è semplificare l’intero processo di gestione delle fatture dei fornitori, grazie a un’applicazione mobile progettata per rispondere alle esigenze operative delle strutture di piccole dimensioni. La soluzione Bill up si fonda su una tecnologia di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) integrata direttamente nell’app: questa tecnologia consente di estrarre automaticamente le informazioni chiave dalle fatture (importi, scadenze, beneficiari, IBAN) riducendo gli errori di inserimento manuale.
I pagamenti possono essere effettuati direttamente dall’applicazione, tramite un collegamento ai conti bancari dell’utente, in partnership con Bridge.

Pensata per strutture con risorse limitate, Bill up propone una versione gratuita che consente di gestire e pagare fino a cinque fatture al mese, oltre a un’offerta Premium che include pagamenti illimitati, promemoria di scadenza e funzionalità di condivisione, in particolare con i commercialisti degli utenti.

Disponibile su Android e iOS, Bill up consente di fotografare e scansionare le fatture, pagarle, archiviarle e monitorarne lo stato direttamente dallo smartphone.

In meno di due anni, l’app conta già oltre 2.300 utenti attivi, in gran parte professionisti, e punta a raggiungere 100mila utenti entro il 2026, grazie anche alla progressiva introduzione della fatturazione elettronica in Europa.

L’applicazione è ora disponibile in diversi Paesi europei, tra cui Italia, Belgio, Germania e Liechtenstein.
Sono inoltre previste ulteriori aperture in Spagna, Portogallo, Irlanda e Stati Uniti nel corso del 2026.
La strategia di espansione si basa su una distribuzione interamente digitale, senza strutture fisiche locali, e su un adattamento alle specificità di ciascun mercato, in particolare per quanto riguarda i settori professionali di riferimento.


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Wallester Business aiuta a gestire note spese, rimborsi e carte condivise

Wallester Business è una piattaforma all-in-one per gestire carte aziendali e spese, disponibile anche con un piano completamente gratuito. È pensata per aziende di qualsiasi dimensione che vogliono distribuire carte in modo semplice e mantenere il controllo su budget e pagamenti.

In pratica, l’azienda può emettere in pochi istanti carte Visa virtuali (e, quando serve, anche fisiche) per dipendenti, team o singoli progetti, con IBAN dedicati e supporto multivaluta. Ogni transazione viene registrata subito e confluisce in un’unica dashboard, accessibile via web e app, così le spese si vedono e si gestiscono in tempo reale, senza inseguire ricevute o ricostruire a posteriori “chi ha speso cosa e perché”.

Questo significa avere ogni centesimo sotto controllo da un unico cruscotto digitale, riducendo la dipendenza da fogli di calcolo e archivi improvvisati. Niente più note spese da compilare al rientro, nessuna attesa di rimborso per taxi o cene di lavoro: le spese sono già registrate e riconciliabili, senza carta “passata di mano” e senza stress per la contabilità.

Allo stesso tempo, la piattaforma offre standard di sicurezza di livello bancario: Wallester è un ente autorizzato e partner diretto di Visa, con strumenti come limiti personalizzati e notifiche istantanee che aiutano a prevenire abusi e spese indesiderate.

Wallester Business non prevede costi fissi: include un piano gratuito (con ricavi basati su partnership esterne, non sugli utenti) e offre già nel piano Free 300 carte virtuali, oltre a carte fisiche illimitate e utenti illimitati. In pratica anche la più piccola impresa può dotarsi di strumenti di pagamento evoluti per i collaboratori, senza canoni.

C’è poi il tema multivaluta: la conversione è integrata e le carte possono operare in diverse valute (euro, dollari, sterline, corone, zloty, ecc.) con cambio automatico al tasso Visa, senza commissioni “a sorpresa”. Ogni carta può essere aggiunta a Apple Pay, Google Pay e altri wallet digitali, così da pagare contactless via smartphone o smartwatch.

Più praticità nel monitoraggio delle spese spesso significa anche meno costi amministrativi e bancari superflui: meno burocrazia, meno frizioni, più tempo e risorse da dedicare a ciò che fa crescere l’azienda.

Attivare Wallester Business è rapido e completamente online. Sul sito ufficiale si registra l’azienda, si caricano i documenti richiesti e si completa la verifica KYC (Know Your Customer). L’account viene attivato in poche ore e si possono subito emettere carte e iniziare a utilizzarle.


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Banner FairMind lancia BankGPT, l’AI europea per il banking che punta sulla sovranità dei dati
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FairMind lancia BankGPT, l’AI europea per il banking che punta sulla sovranità dei dati

La startup italiana FairMind annuncia il completamento di BankGPT, il primo Small Language Model specializzato per il settore bancario europeo e integrato nella piattaforma proprietaria FairMind Studio. Il progetto è stato finanziato dall’Unione Europea attraverso l’EuroHPC Joint Undertaking, nell’ambito del programma FFplus del Digital Europe Programme.

Il settore bancario europeo affronta una crescente pressione normativa e tecnologica: protezione dei dati sensibili, conformità regolamentare e controllo delle infrastrutture digitali. I modelli di intelligenza artificiale generalisti, spesso sviluppati e gestiti extra UE, non rispondono pienamente a queste esigenze.

BankGPT nasce per colmare questo gap. Addestrato su terminologia, processi e standard bancari, il modello è progettato per operare in ambienti private cloud e on-premise, garantendo alle banche il pieno controllo dei dati e riducendo i rischi legati alla compliance e alla sovranità tecnologica.

Integrato in FairMind Studio, BankGPT abilita l’orchestrazione di agenti AI proprietari lungo l’intero ciclo di sviluppo software bancario. Dalla generazione dei requisiti di business conformi alle normative, alla traduzione in specifiche tecniche, fino ai piani di implementazione, la piattaforma automatizza workflow complessi mantenendo elevati standard di sicurezza.

Gli agenti elaborano documentazione proprietaria in ambienti sicuri e guidano anche agenti di coding di terze parti, rendendo possibili casi d’uso concreti come la modernizzazione dei sistemi core banking legacy, l’automazione della progettazione architetturale e la generazione di documentazione tecnica conforme.

Il valore strategico di BankGPT risiede nell’approccio di piattaforma. FairMind Studio non si limita a fornire un modello AI, ma offre governance completa, orchestrazione dei processi e conformità normativa end-to-end, trasformando l’intelligenza artificiale in un asset industriale controllabile. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Crédit Agricole Group Solutions per l’addestramento del modello.


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Banner L’insurtech Tuio ha venduto polizze casa su ChatGPT
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L’insurtech Tuio ha venduto polizze casa su ChatGPT

La startup spagnola Tuio ha annunciato di aver venduto alcune polizze casa, prodotti solitamente percepiti come semplici e standardizzati, direttamente attraverso ChatGPT, generando preventivi reali e firmati da carrier autorizzati.

Tuio è una insurtech spagnola nata per semplificare l’assicurazione, rendendola più chiara, digitale e “senza sorprese” nelle clausole. È stata fondata nel 2020 e si è posizionata subito come alternativa più trasparente rispetto ai player tradizionali.

Il prodotto core è l’assicurazione casa, con preventivi e personalizzazione gestiti online in modo rapido. La novità che l’ha fatta salire alla ribalta delle recenti cronache è l’integrazione con ChatGPT: l’utente descrive l’abitazione in chat e riceve un preventivo in tempo reale, con coperture spiegate in linguaggio semplice. L’obiettivo è portare l’esperienza assicurativa dentro la conversazione, fino ad arrivare anche all’acquisto della polizza direttamente via chat.

La reazione dei mercati è stata immediata: bruciati miliardi di dollari di capitalizzazione per alcune delle più importanti società di brokeraggio a livello internazionale.

Nel sistema finanziario moderno non sono solo i volumi a muovere il valore, ma le aspettative. Una notizia che suggerisce un possibile cambio di paradigma può valere più di migliaia di polizze effettivamente emesse. Vale in negativo, come in questo caso, ma vale anche in positivo: chi dimostra di saper governare l’innovazione viene immediatamente premiato.

In termini di sviluppo ed evoluzione tecnologica, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella distribuzione assicurativa non è più una previsione teorica, ma un passaggio evolutivo già iniziato. L’AI non si limita a rispondere a domande generiche: è in grado di elaborare pricing complessi, spiegare prodotti in modo chiaro, personalizzare l’offerta e accompagnare il cliente nel processo decisionale. In altre parole, può migliorare in modo significativo la qualità della vendita.

Questo non significa sostituzione automatica dell’uomo, ma trasformazione del ruolo. Le polizze diventano ogni anno più sofisticate, integrate con dati, servizi e componenti tecnologiche, ed è in questo contesto che l’intelligenza artificiale rappresenta uno strumento di supporto fondamentale per la rete distributiva. Aiuta a ridurre errori, aumenta la trasparenza, velocizza i processi e consente agli intermediari di concentrarsi sul valore consulenziale, che resta centrale.

Il vero tema non è se l’AI venderà polizze, perché a tendere sarà così, ma come lo farà insieme ai distributori. La tecnologia è un abilitatore di mercato: può aumentare la penetrazione assicurativa, raggiungere fasce di popolazione oggi sotto-assicurate e semplificare l’accesso a prodotti spesso percepiti come complessi. In un Paese come l’Italia, dove la cultura assicurativa ha ancora ampi margini di crescita, questo è un fattore strategico.

Oggi, la distribuzione assicurativa è vincolata a obblighi legali precisi in materia di trasparenza, consulenza e tutela del cliente. Un intermediario fisico risponde giuridicamente delle polizze che colloca; un sistema di intelligenza artificiale, invece, non ha ancora un perimetro normativo equivalente. Entra quindi in gioco un tema cruciale, quello della regolamentazione. È probabile, infatti, che le diverse autorità di vigilanza e garanti della privacy intervengano per definire limiti, responsabilità e standard operativi prima che modelli di vendita interamente automatizzati possano diffondersi su larga scala.

La sfida è costruire regole che garantiscano sicurezza per i consumatori e certezza per gli operatori. In questo equilibrio si giocherà la velocità con cui l’intelligenza artificiale potrà diventare una componente stabile della distribuzione assicurativa.

Il valore di questo episodio non sta nell’impatto sul numero di polizze vendute, ma nel messaggio che trasmette. L’assicurazione entra stabilmente negli ambienti digitali dove i cittadini già vivono, cercano informazioni e prendono decisioni. Ignorare questo passaggio equivarrebbe a ignorare un cambiamento cruciale. Governarlo, invece, può aprire una nuova stagione di crescita per l’intero settore.

Il futuro della distribuzione assicurativa non è umano contro artificiale. È umano con artificiale. E la velocità con cui i mercati reagiscono a questi segnali dimostra che il tempo per prepararsi non è domani ma adesso.


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Satispay amplia l’offerta di investimento e punta su semplicità e accessibilità

Satispay compie un nuovo passo nel percorso di ampliamento della propria offerta nei servizi finanziari digitali, affiancando ai pagamenti e alla gestione della liquidità una proposta strutturata nel campo degli investimenti. La fintech italiana annuncia il lancio di tre nuovi fondi e l'apertura della sezione "Investimenti" all'interno dell'app, con l'obiettivo di rendere più accessibile e integrata la gestione del risparmio.

Il debutto dei nuovi prodotti arriva a poco più di sei mesi dal lancio del Salvadanaio Remunerato e si inserisce in una strategia che punta a ridurre le barriere di ingresso all'investimento, offrendo strumenti semplici, flessibili e pensati per un'utenza ampia. Un approccio che guarda in particolare a chi si avvicina per la prima volta ai mercati, ma anche a chi è già investitore e cerca soluzioni digitali più agili.

I dati di utilizzo confermano un interesse crescente da parte degli utenti. Da metà maggio a dicembre 2025 oltre 300 mila persone hanno iniziato a investire attraverso la piattaforma, con depositi complessivi superiori a 120 milioni di euro. Un elemento rilevante è rappresentato dalla diffusione dei piani di accumulo: circa due utenti su tre hanno attivato versamenti ricorrenti, segnale di un approccio orientato alla pianificazione nel tempo.

Con il lancio della nuova sezione Investimenti, Satispay introduce tre fondi sviluppati internamente e gestiti da Invesco, uno dei principali asset manager globali. I prodotti sono pensati per rispondere a esigenze e orizzonti temporali differenti: "Satispay Obbligazionario", focalizzato su obbligazioni corporate e titoli di Stato europei, per obiettivi di breve periodo e profilo di rischio contenuto; "Satispay Bilanciato", con un mix di azioni e obbligazioni, pensato per progetti di medio termine; "Satispay Azionario Globale", orientato al lungo periodo e investito in azioni di aziende leader a livello mondiale. I fondi non prevedono importi minimi di ingresso, sono riscattabili in qualsiasi momento e includono una gestione automatizzata della fiscalità, con l'obiettivo di semplificare ulteriormente l'esperienza per l'utente finale.

A supporto della nuova offerta, Satispay ha introdotto anche la possibilità di attivare un IBAN personale direttamente dall'app, facilitando la ricarica del wallet e l'alimentazione dei piani di investimento. Una funzionalità pensata per semplificare i flussi di denaro, inclusi quelli provenienti da altri conti correnti o, nel caso dei più giovani, da familiari.


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Banco Desio: boom (+220%) di richieste per l’anticipo transato POS digitale

Boom di richieste per il servizio digitale di anticipo transato POS, messo a disposizione da Banco Desio nel 2024 in partnership con la fintech milanese Cashberry. Nel 2025 sono cresciute del 220% le aziende che hanno scelto di utilizzare l’ATP digitale come strumento di finanziamento.

Il servizio è pensato per offrire liquidità immediata agli esercenti, basandosi sulla previsione dei flussi di incassi elettronici futuri. Così da trasformare le vendite previste in capitale circolante immediato. Alla base, è presente un modello di pre-valutazione, supportato dagli algoritmi di machine learning, che ha portato alla delibera positiva per il 94% delle richieste inoltrate dai clienti, con tempi di risposta ridotti.

I dati raccolti dalla Banca, evidenziano infine un elevato indice di gradimento sia da parte della clientela sia delle filiali, attribuibile in particolare alla semplicità di attivazione, alla velocità di erogazione dei fondi, alla flessibilità nel rimborso e al supporto consulenziale integrato.


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Aprire un’impresa online: Revolut Business integra i servizi di LexDo.it

Alleanza fintech tra Revolut e LexDo.it per mettere a disposizione delle imprese un pacchetto di strumenti digitali, integrati, per gestire aspetti burocratici e amministrativi del business, fin dalle prime fasi di vita dell’azienda

L’accordo interessa Revolut Business, che serve startup, scale-up e grandi aziende nella gestione delle spese e dei pagamenti in tutto il mondo, che si arricchirà dei servizi della legaltech LexDo.it per aprire una nuova impresa. Nel dettaglio, la piattaforma LexDo.it consente di seguire una procedura online per aprire la propria azienda, gestendo tutta la burocrazia in modo digitale, affiancati da un team di professionisti legali e contabili.


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BaaS: i servizi bancari di UniCredit per i clienti finali delle imprese di Mia-Platform

Pagamenti, conti e credito di UniCredit da integrare nell’offerta di Mia-Platform alle grandi imprese. La banca fa quindi un passo concreto nell’offerta Banking-as-a-Service, portando soluzioni di embedded banking alle oltre 50 grandi aziende clienti a livello globale del software vendor, specializzato in soluzioni AI-Native Developer Platform. In particolare, il network potenziale riguarda aziende corporate presenti in Europa, Regno Unito e Nord America.

L’accordo fa leva sulla piattaforma cloud di Vodeno, acquisita lo scorso anno dal Gruppo UniCredit, per integrare servizi quali gestione dei pagamenti, conti e credito nell’offerta di Mia-Platform, così da permettere ai clienti di offrire servizi finanziari ai consumatori in BaaS.

In altre parole, anche operatori non finanziari, o istituzioni finanziarie non autorizzate in una determinata giurisdizione, hanno l’occasione di proporre ai clienti finali servizi bancari embedded.

La collaborazione rappresenta un passo concreto nel mercato dell’embedded finance, che secondo McKinsey raggiungerà 100 miliardi di euro di ricavi in Europa entro il 2030.


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Finom lancia il Conto Interessi: rendimenti giornalieri sui saldi aziendali

Arriva il Conto Interessi di Finom, che permette ai liberi professionisti e alle PMI in Europa di ottenere rendimenti giornalieri sul saldo aziendale, senza bisogno di un team di tesoreria.

La funzionalità, regolamentata dalla MiFID, consente di guadagnare il 5% di interessi annualizzati sui fondi in euro depositati nell’Interest Account di Finom, disponibile per i nuovi clienti per un periodo di 5 mesi, nel rispetto dei limiti di deposito previsti dal piano.

I servizi dell’Interest Account sono forniti da Aksys Global Markets Europe Ltd e richiedono un conto Finom Payments.

I rendimenti maturano giornalmente e vengono accreditati automaticamente, senza alcun periodo di blocco, in modo che i clienti possano accedere ai propri fondi in qualsiasi momento, con prelievi immediati.

Il Conto Interessi è disponibile per i clienti Finom con piani Solo, Basic, Smart, Pro e Grow nei mercati dello Spazio Economico Europeo (SEE). I piani di livello superiore offrono maggiori vantaggi grazie a soglie di deposito più elevate. Al lancio sono supportati i saldi in euro.

«Quando le PMI europee hanno liquidità disponibile, spesso questa non genera alcun rendimento mentre resta ferma su un conto corrente – ha dichiarato Imad Assio, Executive Director di Aksys. Con la nostra partnership con Finom vogliamo rendere semplice per piccole imprese e freelance mettere a frutto il proprio capitale circolante all’interno di una struttura regolamentata e a basso rischio, senza la necessità di competenze finanziarie specifiche».


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Klarna accelera sul banking digitale: arrivano i pagamenti peer-to-peer in Europa

L’azienda introduce i pagamenti peer-to-peer istantanei in 13 Paesi europei, rafforzando la sua trasformazione in banca digitale. La nuova funzione consente trasferimenti rapidi e sicuri tra utenti direttamente dall’app. Un passo che si inserisce in un anno di forte crescita per i prodotti bancari e apre a futuri sviluppi cross-border e su stablecoin.

Con questo lancio, Klarna rafforza il proprio posizionamento nel banking di tutti i giorni, puntando a diventare un punto di riferimento nella gestione delle spese personali. L’iniziativa si inserisce in un percorso già avviato con i conti Klarna e con la rapida diffusione della Carta Klarna, che ha superato i 4 milioni di iscrizioni a soli quattro mesi dal debutto.

Per inviare denaro, gli utenti possono selezionare il destinatario tramite numero di telefono, indirizzo email, QR code o un contatto salvato. Dopo la conferma dell’importo, Klarna attiva i controlli di sicurezza antifrode e di idoneità prima di completare l’operazione. In questa prima fase, i trasferimenti sono disponibili tra utenti Klarna.

L’obiettivo dichiarato è estendere prossimamente il servizio anche a utenti non Klarna e ai pagamenti cross-border, ampliando ulteriormente l’ecosistema di soluzioni dedicate alla gestione finanziaria quotidiana e rendendo l’app sempre più centrale nella vita economica degli utenti.

Sebbene oggi i pagamenti peer-to-peer si basino su infrastrutture bancarie tradizionali, Klarna sta già esplorando soluzioni basate su stablecoin. L’obiettivo è migliorare ulteriormente velocità, copertura ed efficienza del servizio, anticipando una possibile evoluzione dei pagamenti digitali in Europa.


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Fabrick potenzia i pagamenti digitali con Financial Split Payments

Fabrick, realtà attiva nell’Open ed Embedded finance a livello internazionale, arricchisce il proprio portafoglio di prodotti per i pagamenti con Fabrick Financial Split Payments, una nuova soluzione progettata per semplificare la gestione degli incassi e automatizzare la suddivisione dei pagamenti in contesti di vendita complessi che coinvolgono più attori.

Financial Split Payments centralizza i flussi di incasso provenienti da gateway di pagamento, banche, istituti finanziari e metodi di pagamento alternativi in un conto unico dedicato. Successivamente, i fondi vengono ripartiti automaticamente tra merchant, aggregatori e intermediari coinvolti, al netto delle commissioni, che vengono trattenute in modo automatico. Un approccio che elimina passaggi manuali, riduce tempi e costi operativi e concentra i movimenti di cassa in un unico punto, accessibile tramite una dashboard di monitoraggio.

La soluzione è pensata per supportare modelli di business articolati, come marketplace, aggregatori e piattaforme Peer-to-Peer (P2P), ma anche scenari in cui i ricavi di un singolo venditore devono essere suddivisi tra più soggetti. Tutto il processo è gestito da un unico partner in modo sicuro, trasparente e conforme alle normative, sollevando i merchant da oneri regolatori e amministrativi.

Inoltre, grazie all’utilizzo di conti tecnici Fabrick, i seller non devono aprire conti personali aggiuntivi.

L’infrastruttura è già predisposta per il supporto multivaluta e può essere attivata rapidamente, rispondendo alle esigenze delle aziende che operano su più mercati e puntano a una crescita internazionale.


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Banner Paynt entra nel mercato italiano dei pagamenti digitali: obiettivo 10.000 esercenti
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Paynt entra nel mercato italiano dei pagamenti digitali: obiettivo 10.000 esercenti

Paynt, azienda fintech internazionale specializzata in soluzioni di elaborazione dei pagamenti per i settori retail e hospitality, ha annunciato l’avvio delle proprie operazioni in Italia. L’ingresso rappresenta un’espansione strategica in uno dei mercati dei pagamenti più complessi e al tempo stesso dinamici d’Europa.

L’Italia presenta requisiti normativi e tecnici complessi per i fornitori di servizi di pagamento, in particolare per quanto riguarda la conformità fiscale e l’integrazione con i registratori di cassa telematici certificati. Paynt entra nel mercato con una piattaforma progettata specificamente per l’ecosistema dei pagamenti italiano, consentendo l’integrazione con i sistemi di cassa utilizzati dagli esercenti italiani e garantendo piena conformità ai requisiti normativi vigenti.

Secondo gli operatori del settore, cresce in Italia la domanda di soluzioni di pagamento pratiche e pienamente conformi alla normativa, mentre le imprese italiane proseguono nei loro processi di digitalizzazione.

Paynt ha avviato le proprie operazioni nel Sud Italia, dove ha costituito il primo hub operativo dedicato alle attività di integrazione e supporto tecnico per il mercato italiano. Nei prossimi mesi è prevista l’apertura di un secondo ufficio a Milano, con l’obiettivo di rafforzare la presenza commerciale nel Nord del Paese.

L’azienda opera attualmente con un team locale di 15 professionisti specializzati nei pagamenti digitali e nelle integrazioni tecnologiche, con un piano di crescita che prevede il raddoppio dell’organico entro la fine del 2026, in linea con l’obiettivo di supportare oltre 10.000 esercenti.

L’Italia rappresenta un tassello centrale nella più ampia strategia di espansione europea della società, posizionando il Paese come hub di crescita nell’Europa meridionale.


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Kraken lancia DeFi Earn, con una nuova user experience per i rendimenti on-chain

Rendimenti on-chain su Kraken. L’exchange ha ampliato la propria offerta con DeFi Earn, che consente ai clienti di ottenere rendimenti on-chain fino all’8% APY sui propri asset, senza wallet dedicati, app aggiuntive o procedure complesse.

L’obiettivo è rendere più fluida e intuitiva l’esperienza nella finanza decentralizzata (DeFi), tradizionalmente penalizzata da processi complessi e poco accessibili, a partire dalla stessa configurazione del wallet.

La nuova infrastruttura si basa su Veda, mentre Chaos Labs e Sentora sono responsabili della gestione del set iniziale di tre vault in USDC.

I loro protocolli sono progettati per mitigare i rischi e allocare i fondi dei vault verso protocolli on-chain consolidati come Aave, Morpho, Sky, Tydro e altri.

Attraverso smart contract, gli asset degli utenti vengono messi a disposizione di debitori, che pagano per accedere alla liquidità.

I proventi generati vengono quindi redistribuiti agli utenti sotto forma di rendimenti, accreditati direttamente sui loro account Kraken, Kraken Pro o Krak.

I rendimenti sono variabili e derivano dalla domanda di mercato effettiva, pagata dai debitori.

Prima di depositare, gli utenti possono visualizzare il tasso corrente, le commissioni applicabili e i rischi potenziali.

I prelievi sono istantanei, con possibili lievi ritardi solo in caso di liquidità limitata.

«Con DeFi Earn, trasformiamo la finanza decentralizzata da un'attività per appassionati a uno strumento finanziario di uso comune – ha dichiarato John Zettler, Director of Earn Products di Kraken. Grazie a questa piattaforma, rendiamo accessibili rendimenti trasparenti e in tempo reale, in un modo naturale per chiunque. È una svolta che porterà la finanza decentralizzata al prossimo miliardo di utenti».

DeFi Earn è attualmente disponibile per i clienti negli Stati Uniti, in Europa (Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo) e in Canada. Ulteriori asset e aree geografiche saranno aggiunti prossimamente.


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AllUnity ha intenzione di lanciare una nuova stablecoin in franchi svizzeri

AllUnity ha annunciato di voler emettere CHFAU, una stablecoin denominata in franchi svizzeri, per rispondere alle richieste pervenute da istituzioni finanziarie e aziende nell'ultimo anno, che hanno segnalato la necessità di disporre di una versione digitale regolamentata del franco svizzero per attività di pagamento, regolamento e gestione della tesoreria.
Il lancio è attualmente previsto entro la fine del mese di febbraio, subordinatamente al completamento dell'iter autorizzativo e al raggiungimento della piena operatività.

La stablecoin sarà emessa secondo gli standard operativi di AllUnity e configurata come token di moneta elettronica regolamentato in base al Regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività (MiCA), consentendone l'emissione nell'Unione Europea in conformità alla normativa vigente. Al momento dell'emissione, CHFAU sarà coperta integralmente da riserve denominate in franchi svizzeri.

Il token è stato concepito per abilitare regolamenti transfrontalieri operativi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e per essere utilizzato da istituzioni finanziarie regolamentate, funzioni di tesoreria aziendale, fintech e clienti corporate in Europa e nel mondo.

L'emissione della stablecoin in franchi svizzeri si affiancherà a EURAU, la stablecoin ancorata all'euro già in portafoglio, nell'ambito della strategia della società orientata allo sviluppo di un'infrastruttura di moneta digitale multi-valuta a funzionamento continuo, basata sulla conformità regolamentare.


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Banner La Banca Centrale Europea (BCE) ha presentato Appia
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La Banca Centrale Europea (BCE) ha presentato Appia

Appia è un'iniziativa strategica volta a creare un ecosistema finanziario europeo basato sulla tecnologia distributed ledger (DLT) e sulla tokenizzazione.
Il progetto mira a integrare i pagamenti in euro tokenizzato, riducendo costi e tempi delle transazioni e rafforzando la sovranità monetaria europea nell'era digitale.

Il nome Appia rimanda all'obiettivo ambizioso di costruire una "strada" per il futuro mercato finanziario europeo. Questo ecosistema sarà basato sulla tecnologia distributed ledger (DLT), rendendo possibili pagamenti in euro "tokenizzato". L'obiettivo è aumentare significativamente la velocità, l'efficienza e l'affidabilità delle transazioni finanziarie, permettendo negoziazione, compensazione, regolamento e custodia in un unico ambiente digitale operativo 24/7.

L'euro all'ingrosso potrà viaggiare sulle reti DLT (alias blockchain), per essere utilizzato a fini di emissione, negoziazione e regolamento, custodia e assistenza. La DLT consente contratti intelligenti, aprendo la strada a una varietà di nuovi servizi oggi non disponibili.

Gli operatori dei mercati finanziari studiano da anni le potenzialità della tokenizzazione e della DLT per migliorare l'efficienza. La mossa della BCE appare come una risposta al timore che, in assenza di un'offerta di moneta di banca centrale in forma tokenizzata, l'Europa rischi di vedere questo nuovo ecosistema svilupparsi al di fuori dei propri confini o adottare mezzi di regolamento non denominati in euro, minacciando la sovranità monetaria europea.

Il progetto Appia si affianca a "Pontes", una piattaforma già operativa che funge da ponte tra il sistema finanziario attuale e le nuove reti digitali. Pontes consente alle banche di regolare transazioni su piattaforme DLT utilizzando i sistemi di pagamento dell'Eurosistema. Appia, invece, rappresenta la visione a lungo termine, con l'obiettivo di definire l'architettura di un ecosistema finanziario tokenizzato europeo completo entro il 2028. I test pilota condotti nel 2024, che hanno coinvolto 64 operatori e gestito 1,6 miliardi di transazioni tokenizzate, hanno fornito le basi tecniche per questa roadmap.


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Pagamenti: il 2026 è l'anno dell'agentic commerce

Il 2025 è stato un anno di trasformazione per i pagamenti. Ma il 2026 lo supererà. Software sempre più sofisticati, hardware mobile diffusi in tutto il mondo, potenza di calcolo on-demand, dati quasi illimitati, GenAI, quantum computing e blockchain: questi progressi tecnologici stanno determinando enormi cambiamenti non solo nella società, ma anche e soprattutto nel modo in cui gestiamo il denaro. Più di altri settori, quello dei pagamenti sta abbracciando queste nuove tecnologie per promuovere l'innovazione in tutto il mondo. Alla luce di questa trasformazione, il futuro si preannuncia entusiasmante. Ecco le previsioni di Visa sui pagamenti per il 2026.

L'Agentic Commerce diventa mainstream 

Siamo passati dal commercio face to face all'e-commerce, al commercio mobile e ora stiamo entrando nell'era dell'agentic commerce, in cui gli agenti effettuano transazioni per conto dei consumatori e delle imprese. Nel 2026, lo shopping supportato dall'intelligenza artificiale diventerà una realtà per tutti noi e il passaggio al commercio agentico sarà naturale. Immaginate di aprire la vostra app ChatGPT, e di trovare un nuovo pulsante: "Compra per me". Facendo clic su di esso e programmando il proprio agente, accadranno tre cose:

1. Abilitazione dei pagamenti: caricate la vostra carta preferita. Autenticata, tokenizzata e protetta. Ora il vostro agente potrà effettuare acquisti per conto vostro in tutta sicurezza.

2. Personalizzazione delle preferenze: condividete la vostra cronologia degli acquisti e le vostre preferenze (tramite un token sicuro). Ora il vostro agente può fare acquisti per voi chiedendosi: "Cosa sceglierebbe se si trovasse di fronte a queste opzioni di acquisto?

3. Controllo della spesa: autorizzate l'agente a fare acquisti, ma alle vostre condizioni. Sì a viaggi e ristoranti; no all'assistenza sanitaria. Sì, se il conto è inferiore a 100 euro; no, se è superiore.


L'agente diventa così il vostro personal shopper. Si tratta di un LLM (Large Language Model) che non solo esamina i siti di e-commerce preferiti, ma comprende anche i gusti e le preferenze in modo da poter prendere decisioni che vi rispecchiano.


Il tema dell'identità entra nell'era dell'AI

Accanto all'entusiasmo per il commercio basato sull'AI, esiste però un rischio evidente: i criminali possono sfruttare le stesse tecnologie per compiere le loro truffe. E stanno prendendo di mira l'identità (con deepfake basati sull'AI, truffe agenziali, identità sintetiche).

In passato, le frodi avvenivano a livello di transazione: i truffatori agivano su una transazione alla volta. Ma con i progressi della tecnologia AI, i criminali puntano in alto, rubando l'intera identità di un consumatore tramite trucchi e impersonificazioni sempre più realistiche. Una volta rubata l'identità, possiedono tutte le transazioni collegate ad essa. Si tratta di una frode su larga scala e il danno recato può essere molto rilevante.


Le stablecoin raggiungeranno il proprio apice

Le stablecoin, criptovalute sostenute da valuta fiat, stanno trasformando un asset storicamente speculativo in un'infrastruttura di pagamento globale affidabile. Il potenziale delle stablecoin di integrazione e completamento con l'attuale ecosistema globale dei pagamenti è enorme, soprattutto per i mercati emergenti e per le transazioni cross-border. Grazie all'approvazione del GENIUS Act statunitense e di leggi simili in tutto il mondo che hanno stabilito un quadro normativo, siamo pronti a raggiungere il punto di svolta nel 2026.

Quest'anno assisteremo a una crescita significativa delle stablecoin nei seguenti settori:

• Mercati emergenti con valute locali volatili e accesso limitato a USD stabili, dove le stablecoin possono fungere da riserva di valore (ad esempio, l'Argentina).

• Movimenti di denaro cross-border per pagamenti B2B, pagamenti B2C e rimesse P2P, dove le soluzioni attuali possono essere più efficienti sfruttando la tecnologia delle stablecoin

• Passaggi fluidi tra il mondo fiat e quello crypto sfruttando l'infrastruttura Visa. I wallet crypto associati a una carta Visa hanno una portata di pagamento illimitata, consentendo così ai consumatori di acquistare un caffè da Starbucks utilizzando le loro stablecoin e le loro criptovalute (Visa attualmente supporta più di 130 programmi di carte collegate a stablecoin in oltre 40 Paesi)

• Regolamento sulla rete Visa. I clienti nativi delle stablecoin possono effettuare regolamenti sulla rete Visa con stablecoin in USD ed EUR proprio come qualsiasi altra valuta, e questo fenomeno continuerà a crescere. Una cosa è certa: nel 2026, le potenziali applicazioni delle stablecoin saranno uno degli argomenti più dibattuti dell'anno. E a ragione, dato che alcuni stimano che questo mercato rischi di raggiungere i 4 trilioni di dollari entro il 2030.


Addio al checkout manuale

Ricordate quando dovevate cercare il portafoglio, digitare il numero di carta a 16 cifre, l'indirizzo di spedizione, la data di scadenza e il codice "super segreto" (scritto sulla carta)? Quell'epoca sta finalmente diventando un ricordo. Il checkout multi-step, macchinoso e poco pratico, viene sostituito da un solo clic. I pulsanti di acquisto sono ora disponibili direttamente online, sia attraverso wallet digitali come Apple Pay che piattaforme di e-commerce come Shopify. Ciò significa checkout più veloci, meno carrelli abbandonati e meno frodi. Nel 2026, il checkout manuale degli ospiti seguirà la stessa sorte del modem. 

Non a caso, la quota di transazioni e-commerce Visa che utilizza il checkout manuale degli utenti "guest" è diminuita da quasi la metà delle transazioni nel 2019 a solo il 16% nel 2025. Tra i primi 25 venditori e-commerce di Visa, è già scesa a una cifra singola bassa. In molti mercati, il checkout ospiti scomparirà a breve, grazie anche ai 16 miliardi di token Visa che stanno rendendo possibile questo cambiamento.



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Piattaforma SOSBanca: l'AI spiega all’investitore costi e profilo dei fondi comuni

Una piattaforma online per analizzare i costi effettivi dei fondi comuni e trovare alternative. Nasce SOSBanca, iniziativa di “Colazione a Wall Street” che vuole ridurre l’asimmetria informativa tra proponente e cliente, rendendo le informazioni contenute nei documenti ufficiali più rapidamente accessibili all’investitore medio.

La piattaforma utilizza l’ISIN del fondo (digitato dal cliente) oppure il KID per fornire una panoramica dei costi annuali di gestione, del rischio di un prodotto e delle sue caratteristiche principali. E fornisce un ETF alternativo con caratteristiche analoghe, ma verosimilmente meno costoso, con tanto di potenziale risparmio annuo in base al capitale investito.

Potrebbe sembrare una specie di comparatore, ma in realtà fa leva sull’intelligenza artificiale per tradurre dati e linguaggi dei documenti ufficiali in un linguaggio comprensibile anche a chi non è specializzato in finanza.

Il team di Colazione a Wall Street sviluppa poi, per ogni categoria di investimento, un lavoro di analisi supplementare mirato ad “aumentare la consapevolezza economica del risparmiatore”. In una nota, si precisa che l’obiettivo non è suggerire investimenti né formulare raccomandazioni.

SOSBanca è disponibile anche in versione gratuita, con un massimo di tre “interrogazioni” mensili. Dovrebbe a breve arricchirsi di una sezione dedicata al confronto dei rendimenti e altri aggiornamenti e funzionalità sono previsti in futuro.


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Banca Widiba avvia l’home banking conversazionale con Gen AI

Una nuova App di home banking con intelligenza artificiale generativa integrata. Trasforma il modo in cui i clienti interagiscono con la banca e rende l’esperienza completamente ‘conversazionale’, sia per operazioni informative che dispositive. A inaugurarla è Widiba, la banca digitale del Gruppo Montepaschi.

L’applicazione di Gen AI si chiama “DiAloga”, una soluzione con cui si introduce una nuova modalità di interazione tra cliente e banca: attraverso un’interfaccia evoluta, sarà possibile svolgere le principali operazioni bancarie – come bonifici, analisi delle spese, analisi patrimoniale – semplicemente dialogando con l’App, sia tramite testo, sia tramite voce.

Attraverso l’integrazione dell’AI generativa, i clienti potranno parlare o scrivere in modo semplice e naturale tramite l’App DiAloga per eseguire operazioni e ottenere analisi dettagliate delle proprie spese e del proprio patrimonio.

La prima fase del nuovo progetto DiAloga prevede il rilascio delle funzionalità più utilizzate dai clienti: nuova homepage di ricerca ‘intelligente’, analisi e categorizzazione delle spese, ricerca avanzata dei movimenti bancari.

A seguire, saranno introdotte ulteriori funzionalità, utilizzabili attraverso chat o comandi vocali: bonifici ordinari e istantanei, analisi patrimoniale con grafici e suggerimenti personalizzati basati sulle attività ricorrenti dell’utente.

Ad esempio, con l’accredito dello stipendio la Gen AI è in grado di prevedere e anticipare un’esigenza ricorrente del cliente e di proporre l’attivazione di un bonifico per il pagamento dell’affitto. Nel corso del 2026 verranno integrate anche le funzionalità relative alle ricariche telefoniche e alle carte prepagate.

Il lancio del servizio avverrà in modo graduale: inizialmente, DiAloga sarà aperta a una community di clienti attivi sull’App, dipendenti e consulenti finanziari di Banca Widiba, per poi essere progressivamente estesa a tutta la clientela della banca digitale e a tutto il Gruppo Montepaschi.

Nei primi mesi, il feedback e l’ascolto dei clienti saranno come sempre fondamentali per perfezionare ulteriormente l’App.


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Santander e Mastercard realizzano il primo pagamento agentico in Europa

Un Agente AI ha eseguito con successo un pagamento end-to-end in tempo reale, in Europa. A orchestrare la transazione sono stati Banco Santander e Mastercard, che hanno sperimentato il primo pagamento agentico all'interno di un quadro normativo regolamentato.

A conferma della possibile applicazione di sistemi AI per avviare e completare transazioni per conto dei clienti. Tanto che la banca entrerà ora in una fase di testing esteso e scaling, per esplorare ulteriori casi d'uso e partnership.

Nel dettaglio, la soluzione consente agli agenti AI di avviare ed eseguire pagamenti per conto dei clienti entro limiti e autorizzazioni predefinite. In termini pratici, questo permette a un sistema AI di completare un acquisto in modo sicuro e trasparente, utilizzando le reti di pagamento esistenti, e mantenendo, al contempo, standard di sicurezza, privacy e protezione dei consumatori.

Santander ha eseguito la transazione in un ambiente controllato, utilizzando Mastercard Agent Pay. La transazione è stata elaborata attraverso l'infrastruttura di pagamenti in tempo reale di Santander per convalidare il quadro operativo e di controllo end-to-end in condizioni reali.