Newsletter #33

gennaio 2026

17 articoli
35 min totali
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Surety Shield: cosa propone la startup delle fideiussioni digitali

Surety Shield è una startup innovativa fondata da Cetif Advisory, spin off del Cetif, Centro di ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Surety Shield ha creato una nuova soluzione per la gestione digitale delle fideiussioni e delle cauzioni assicurative: “Fideiussioni Digitali”. 

La piattaforma Fideiussioni Digitali rappresenta una soluzione innovativa basata su tecnologia blockchain che permette di gestire l’intero ciclo di vita delle fideiussioni bancarie e delle cauzioni assicurative. Lo strumento è utilizzabile da tutti gli attori coinvolti nel processo fidejussorio: banche, assicurazioni, istituti finanziari abilitati, pubblica amministrazione, stazioni appaltanti e imprese appaltatrici.

Obiettivo del progetto è rispondere alle forti esigenze di digitalizzazione del comparto, migliorare la trasparenza e la sicurezza delle garanzie emesse da banche e assicurazioni, riducendo il rischio di frodi e semplificando i processi operativi delle diverse parti. Utilizzando la tecnologia Blockchain e layer di interoperabilità con i sistemi informatici degli operatori finanziari e assicurativi, la piattaforma permette il caricamento, l’escussione (totale o parziale) e lo svincolo (totale o parziale) delle garanzie fideiussorie su un unico applicativo. La verifica da sito pubblico permette, inoltre, di verificare digitalmente tutte le fideiussioni caricate in piattaforma tramite hash o atto fideiussorio.

Nell’estate 2025 è stato chiuso un round di investimento da 2,25 milioni di euro, con partecipazione di Banca Valsabbina, che ha acquisito una quota del 9,1% della società.


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Finanza agevolata: partnership tra l’info provider Creditsafe e la piattaforma Muffin

Partnership tra Creditsafe, provider di business information, e Muffin, piattaforma specializzata nell’accesso alla finanza agevolata a livello europeo. L’obiettivo è agevolare le imprese nell’individuare il bando giusto e ottenere il contributo.

Tra i benefici concreti della partnership, vi sono: maggiore velocità e sicurezza nell’individuare i bandi giusti e nel qualificare partner e nuove collaborazioni, workflow integrati e data-driven, grazie all’unione tra i dati di business intelligence di Creditsafe e le funzionalità digitali di Muffin, e gestione end-to-end dei progetti agevolati, dal bando alla rendicontazione, con il supporto di consulenti specializzati.

La piattaforma Muffin semplifica l’accesso alla finanza agevolata grazie a un sistema integrato e personalizzato: incrocia i progetti d’investimento con oltre 3mila opportunità di contributo e invia notifiche tempestive per bandi in anticipazione, garantendo alle aziende il tempo necessario per preparare la domanda.

L’utente beneficia di una rete di più di 200 consulenti certificati con competenze specifiche sui diversi incentivi, così come di un project manager dedicato che lo accompagna dalla verifica di ammissibilità fino alla rendicontazione finale.


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WIZBII, piattaforma per le agevolazioni finanziarie, arriva in Italia con 3 neobanche partner

Arriva in Italia WIZBII, piattaforma gratuita che permette di accedere alle agevolazioni finanziarie in Europa, per offrire alle banche un nuovo canale di acquisizione e fidelizzazione dei clienti. 

Revolut, Trade Republic e Hype sono le fintech con licenza bancaria che a oggi hanno aderito sul mercato italiano. Attraverso la piattaforma, che conta già oltre 1 milione di visitatori, gli utenti possono scoprire e richiedere aiuti, bonus e contributi, aprendo un conto corrente presso uno degli istituti partner del progetto.

Per richiedere i bonus si segue una breve registrazione, inserendo alcune informazioni di profilazione (dati anagrafici, situazione abitativa, valore ISEE, etc.).

A questo punto, l’algoritmo mostrerà gli aiuti idonei, con la possibilità di avviare direttamente l’istanza di richiesta e successivo accredito dei contributi, aprendo un conto con il partner bancario più in linea con il proprio profilo.

Il tutto in meno di 10 minuti, in sicurezza e privacy per i propri dati e con un’assistenza cliente umana sempre disponibile.

Oltre 250 nuovi conti vengono aperti quotidianamente dagli utenti della community, che registra ogni mese più di 100mila nuove iscrizioni.

WIZBII è già usata da milioni di utenti in Francia, Germania e Spagna.

Secondo l’Osservatorio WIZBII, gli italiani potrebbero usufruire in media di almeno 2mila euro di aiuti ogni anno: misure di sostegno al reddito, agevolazioni per i giovani e per le famiglie, incentivi per la casa, bonus per mobilità, trasporti, salute. Complessità burocratiche, tempi prolungati nel gestire le pratiche e costi amministrativi troppo alti, insieme al peso dello stigma sociale, sono tra gli elementi che scoraggiano molti cittadini a iniziare l’iter di richiesta.


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Nasce Avtonoma: consulenza finanziaria su una piattaforma di investimento digital

Arriva una nuova wealthtech nel panorama degli investimenti: è Avtonoma, una piattaforma di investimento che integra, a secondo del piano scelto, diversi livelli di consulenza finanziaria. Il team è composto da consulenti finanziari indipendenti, analisti e data scientist con vari anni di esperienza in istituti finanziari europei.

L’obiettivo della piattaforma è unire due mondi: quello della consulenza finanziaria indipendente, fatta di analisi, pianificazione con il cliente, strategie di lungo periodo, e la tecnologia, capace di scalare e rendere accessibili servizi che prima richiedevano ore di lavoro manuale.

La tecnologia alla base di Avtonoma è stata pensata per guidare l'utente passo dopo passo, dalla prima registrazione fino alla costruzione di una strategia e di uno o più portafogli personalizzati.

Il percorso inizia con un questionario che mira a definire il profilo di rischio del cliente, indagando orizzonte temporale, psicologia dell'investitore e reazione emotiva alle oscillazioni dei mercati.

Una volta tracciato il profilo, chi ha già investimenti riceve gratuitamente un report dettagliato del proprio portafoglio, una fotografia che individua aree critiche, sovrapposizioni inutili, costi nascosti e opportunità di miglioramento.

«Molte persone scoprono di avere fondi attivi che costano il 2-3% annuo quando potrebbero ottenere lo stesso risultato con un Etf allo 0,2% - continua Alberto Monaco, responsabile per lo sviluppo degli algoritmi proprietari. Oppure capita che si rendano conto di avere tre prodotti che investono sostanzialmente nelle stesse aziende. Sono inefficienze che nel tempo erodono il capitale».

Dopo questa prima fase, l'utente può scegliere tra diversi livelli di servizio.

Il “piano base” prevede consulenza completamente digitale, con accesso a portafogli personalizzati e confronto via email con i consulenti.

Il “piano premium” aggiunge videocall one-to-one e un accompagnamento più personalizzato durante tutto l'anno.

In tutti i profili, l'intero servizio di consulenza finanziaria indipendente è erogato da una Scf (Società di Consulenza Finanziaria).

La piattaforma integra inoltre contenuti educativi in formato testo e video, insieme a un chatbot alimentato da AI addestrato sui materiali proprietari dell'azienda.

Mentre sui social, prima del debutto di Avtonoma, sono già stati diffusi contenuti formativi gratuiti.

È già possibile utilizzare Avtonoma con il profilo gratuito, gli utenti possono ricevere un'analisi dettagliata del proprio portafoglio attraverso il download di un report personalizzato, che li aiuterà a individuare eventuali aree critiche e di miglioramento.

La piattaforma consente inoltre di monitorare in tempo reale l'andamento del portafoglio e di accedere a una sezione formativa dedicata all'educazione finanziaria.

Presto disponibile anche il pacchetto di consulenza personalizzata, erogato da una Scf (Società di Consulenza Finanziaria), garantendo sempre tutti i requisiti di professionalità, trasparenza e tutela.

Per i primi 100 utenti sono previsti sconti sugli abbonamenti, mentre tutti coloro che si iscriveranno entro l'anno potranno usufruire di una prima consulenza gratuita con un consulente finanziario, per analizzare in modo approfondito la propria situazione.


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Crédit Agricole con il progetto “Next Best Offer” vince il Banking Award

A Forum Banca 2025 Crédit Agricole Italia si è aggiudicata il Banking Award nella categoria “Miglior Progetto Tech & AI Innovation” grazie a “Next Best Offer”, un sistema di raccomandazione che personalizza le proposte commerciali su oltre 1,7 milioni di clienti.

“Next Best Offer” non è un prodotto “a scaffale”, ma un “motore decisionale” basato su modelli predittivi che seleziona, per ogni cliente, la proposta commerciale con la massima probabilità di interesse e conversione.

Invece di spingere lo stesso prodotto a tutti, il sistema orchestra offerte differenziate sui canali del CRM e del marketing (app, email, filiale, contact center), segmentando in tempo quasi reale in base a segnali comportamentali, storico transazionale, propensione e vincoli di idoneità.

Il progetto si distingue per tre elementi chiave (quelli che hanno pesato anche nella valutazione della giuria):

  1. Scala e copertura – oltre 1,7 milioni di clienti rientrano nel perimetro di raccomandazione, con copertura dell’84% sul primo prodotto suggerito: significa che, nella grande maggioranza dei casi, il sistema ha un “primo consiglio” pertinente e attivabile.
  2. Efficacia misurata – l’efficacia è più che raddoppiata rispetto alle campagne tradizionali. Il punto non è solo “fare AI”, ma dimostrare uplift, cioè un guadagno causale nella risposta del cliente rispetto a una baseline senza personalizzazione.
  3. Industrializzazione – pipeline dati robuste, feature store condiviso, versionamento dei modelli, test “champion–challenger”, monitoraggio di drift e saturazione, governance privacy-by-design. Sono i pilastri che trasformano un POC in un programma.

Nel concreto, “Next Best Offer” integra: normalizzazione dei dati (anagrafici, transazionali, digitali), modellazione della propensity to buy per famiglia di prodotto, eligibility rules per garantire coerenza commerciale e compliance, vincoli di pressione commerciale (frequenza, capping, priorità) e un livello di next action che decide se proporre, quando e dove, la migliore combinazione tra offerta e canale. Il ciclo chiude con feedback loop e continuous learning: le risposte dei clienti alimentano nuove iterazioni, migliorando nel tempo precision e recall delle raccomandazioni.


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Una nuova visione per i pagamenti

Grazie alle tecnologie di Agentic AI, il settore sta vivendo una trasformazione profonda. La proposta di Hyntelo e Assist Digital per pagamenti più veloci e più sicuri

Il settore dei pagamenti sta vivendo una trasformazione profonda, alimentata dall'introduzione delle tecnologie di Agentic AI. Un esempio è il progetto Agent Payments Protocol di Google, che punta a creare uno standard universale per le transazioni autonome gestite da AI, segnando l'inizio di una nuova era nei pagamenti.

Nel tempo, il settore dei pagamenti ha visto l'introduzione di numerose innovazioni tecnologiche: i pagamenti contactless tramite NFC e wallet, il peer to peer, la rateizzazione.

Oggi, l'AI sta già ridisegnando i modelli operativi nel mondo dei pagamenti come nel caso dell'autenticazione biometrica e della rilevazione delle frodi, potenziando ulteriormente la sicurezza e l'efficienza. Non solo i pagamenti diventano più veloci, ma anche più sicuri e intelligenti, grazie alla capacità di adattarsi ai comportamenti degli utenti e di rilevare eventuali attività fraudolente in tempo reale.

In questo contesto, Assit Digital e Hyntelo si pongono in prima linea nell'adozione dell'Agentic AI, combinando la potenza dell'intelligenza artificiale con l'analisi dei dati, senza mai trascurare l'importanza della sicurezza. Nel concreto, ciò significa attività come la segmentazione automatica dei clienti con suggerimenti personalizzati per ciascun cluster, ricerche di mercato sintetiche, agenti che generano contenuti a partire da documenti preesistenti e ne verificano la compliance, fino a dashboard intelligenti in grado di analizzare telefonate o email dei clienti per generare insight utili a definire azioni strategiche. Il loro approccio si distingue soprattutto per la rapidità e l'efficacia: grazie al fast prototyping, possono trasformare un'idea in un Proof of Concept in soli 1-2 mesi (rispetto ai 6-8 mesi standard), utilizzando metodologie agili, team altamente specializzati e strumenti AI avanzati.


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Satispay “Paga in 3”: il BNPL che porta la rateizzazione anche nel retail fisico

Satispay “Paga in 3” è la nuova opzione di Buy Now Pay Later integrata direttamente nell’app Satispay che consente di pagare in tre rate mensili senza interessi sia online sia in negozio. L’annuncio arriva nel giorno in cui il circuito supera i 6 milioni di utenti, con una base di oltre 400.000 esercenti tra grandi insegne e punti vendita indipendenti. Per l’esercente la novità è sostanziale perché porta nel canale fisico un’esperienza di rateizzazione finora tipica dell’e-commerce, con la stessa linearità operativa dei pagamenti Satispay già in cassa, senza moduli, documenti o flussi aggiuntivi da gestire.

Come funziona “Paga in 3” nell’app Satispay per l’utente

L’utente seleziona l’importo, sceglie l’opzione “Paga in 3” e vede un riepilogo chiaro del piano prima di confermare. La prima rata viene saldata al momento del pagamento; le successive due vengono addebitate automaticamente sul wallet dopo un mese e dopo due mesi. L’app invia un promemoria prima della scadenza, così da assicurare la disponibilità dei fondi. L’esperienza resta coerente con il paradigma Satispay: un’unica interfaccia, tempi immediati e nessuna frizione aggiuntiva al checkout.

Satispay per gli esercenti: accettazione immediata, UX invariata

Dal punto di vista del punto vendita, “Paga in 3” non richiede cambi di processo: l’esercente accetta la transazione Satispay con le stesse modalità di sempre. L’abilitazione è gestita a livello di circuito e il cliente può verificare i negozi che offrono la funzione attivando il filtro “Paga in 3” nell’app. Questo approccio riduce al minimo i costi organizzativi legati a formazione, adeguamento delle procedure o revisione del front-end di cassa e contribuisce a preservare la velocità di servizio nelle ore di picco.

Effetti attesi su conversione e ticket medio nel retail fisico

Nel mercato italiano il BNPL copre già una quota rilevante delle transazioni online ma è ancora poco diffuso in negozio. Portare la rateizzazione “senza interessi” nel punto vendita, mantenendo un flusso di pagamento identico a quello abituale, può incidere su tre leve chiave: riduzione dell’abbandono in cassa per acquisti non pianificati, incremento del valore medio dello scontrino su categorie a bassa elasticità di prezzo e maggiore fidelizzazione grazie alla percezione di controllo della spesa. La disponibilità del servizio in catene come arredo casa, prima infanzia, GDO, travel e hospitality, e al tempo stesso in farmacie, ristorazione e boutique locali, estende l’impatto oltre i verticali tradizionalmente “rateizzabili”.

Trasparenza, promemoria e gestione del wallet: la logica di sicurezza percepita

Il modello “zero interessi” e il riepilogo del piano prima della conferma rendono la proposta comprensibile in pochi secondi. Le notifiche prima delle scadenze completano il quadro, aiutando l’utente nella gestione del wallet. Per i merchant, questa chiarezza si traduce in meno discussioni al banco e in un minor bisogno di assistenza post-vendita per chiarimenti sulle condizioni.


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OSL, fintech di Hong Kong cresce in Europa partendo da Milano

OSL Pay offre un’infrastruttura cross-border che consente a istituzioni finanziarie, aziende fintech, exchange e operatori digitali di convertire in modo fluido valute fiat in asset digitali (e viceversa). 

L’apertura dell’ufficio nel centro di Milano è accompagnata da un piano di assunzioni e sviluppo volto a consolidare la propria presenza sul territorio, che interesserà le funzioni di controllo, come AML, Compliance e Risk, le Operations, ICT e lo sviluppo del business.

La crescita europea di OSL Pay si inserisce nella più ampia strategia di espansione globale compliance-driven del gruppo OSL, società fintech regolamentata e quotata a Hong Kong che, nel luglio 2025, ha annunciato il più grande round di investimento nel settore degli asset digitali in Asia: 300 milioni di dollari, destinati all’espansione internazionale e ad accelerare lo sviluppo di infrastrutture per gli asset digitali.


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La generazione cripto sta bussando: le banche sono pronte a rispondere?

Per gli istituti finanziari che ancora considerano le criptovalute un "optional" piuttosto che un imperativo strategico, il tempo stringe. La Generazione Z, che in Italia conta circa 7,6 milioni di persone, ovvero il 13% della popolazione nazionale, rappresenta più di una semplice base di clienti: sta riscrivendo completamente le regole dell'impegno finanziario.

I numeri non mentono. Il rapporto 2025 di Gemini sullo Stato Globale delle Criptovalute ha rilevato che il 48% degli intervistati della Generazione Z (di età compresa tra 18 e 29 anni) possiede o ha posseduto criptovalute, rispetto al 35% della popolazione globale generale. Secondo uno studio del 2025 della società di ricerche di mercato yougov il 42% della Gen Z investe in cripto.

La Generazione Z ha un approccio al denaro diverso rispetto a qualsiasi altra generazione precedente. Essendo i primi veri nativi digitali, cresciuti con smartphone, social media in tempo reale e tecnologie decentralizzate, le loro aspettative nei confronti dei servizi finanziari sono plasmate da velocità, trasparenza, autonomia e innovazione.

Uno studio pubblicato sul Journal of Innovation and Entrepreneurship Research (JIER) identifica quattro fattori principali per gli investimenti in criptovalute della Generazione Z:

  • aspettative sulla performance
  • aspettative rispetto all’impegno
  • influenza social
  • condizioni facilitanti

Questi fattori suggeriscono che la Generazione Z attribuisce importanza alla facilità d'uso, al riscontro social e all'accessibilità delle infrastrutture nella valutazione dei prodotti finanziari, qualità spesso carenti nei sistemi bancari tradizionali.

Le criptovalute rappresentano più di un semplice asset per la Generazione Z. Sono un simbolo di inclusione finanziaria, decentralizzazione ed empowerment. A differenza degli strumenti finanziari tradizionali, le criptovalute offrono accesso al mercato 24 ore su 24, 7 giorni su 7, soglie di ingresso ridotte e modelli che eliminano gli intermediari: una combinazione interessante per chi è scettico in seguito alle varie crisi finanziarie che si sono succedute negli ultimi anni o nei confronti delle istituzioni tradizionali.

Il documento del 2023 "Un approccio basato sul valore all'adozione delle criptovalute" sostiene che "le valute digitali stanno diventando una scelta di stile di vita" per le generazioni più giovani, influenzate dalla partecipazione a community, dalla gamification e dall'ethos decentralizzato del Web.

Piattaforme come Reddit, Discord, TikTok e YouTube hanno svolto il ruolo di arene educative informali, costruendo fiducia attraverso l'apprendimento tra pari, piuttosto che attraverso il marketing istituzionale.


Come si presenta la vera trasformazione

Se la Generazione Z sta abbracciando un nuovo paradigma finanziario, cosa succederà a banche e società di investimento? Istituti finanziari non tradizionali come fintech, piattaforme crypto o persino Big Tech come Robinhood, SoFi e PayPal stanno diventando scelte sempre più popolari per gli investimenti. Questi competitor stanno sviluppando prodotti basati sulle preferenze della Generazione Z fin dalle fondamenta, offrendo la velocità, la trasparenza e l'innovazione che questa generazione si aspetta.

Per banche e società di investimento, allinearsi alle preferenze di investimento della Generazione Z deve andare oltre il lancio di una nuova linea di prodotti o l'aggiornamento di un'app. Richiede una radicale riconsiderazione dei modelli operativi, delle partnership e dei cicli di innovazione.

Questa trasformazione richiede non solo attenzione e coinvolgimento interni, ma anche una stretta collaborazione con partner terzi, inclusi fornitori di tecnologia, specialisti dell'integrazione e consulenti specializzati, che possono apportare le competenze di settore e la capacità di delivery necessarie per implementare le funzionalità crypto su larga scala.


Le aree chiave della trasformazione includono:

1- Esperienza del cliente e integrazione CRM – In particolare per la Generazione Z, l'esperienza digitale è fondamentale. Le banche devono garantire che le posizioni in criptovaluta, gli ordini e le metriche di performance del portafoglio siano presentati in tempo reale sia sulle applicazioni mobile, sia web, nonché sui portali di wealth e private banking. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario un solido set di API tra i sistemi back-end e l'interfaccia cliente, nonché l'integrazione con strumenti CRM che personalizzano l'esperienza utente.

2 - Integrazione tra account e portafoglio digitale – I saldi degli asset digitali sono generalmente conservati al di fuori del registro principale della banca, spesso tramite piattaforme di custodia esterne. Tuttavia, per esigenze di reporting, contabilità e conformità normativa, le banche devono mantenere una rappresentazione speculare di questi saldi all'interno dei loro sistemi bancari principali. Ciò comporta la definizione di regole chiare per la mappatura del registro, l'adattamento degli schemi contabili per supportare transazioni specifiche per le criptovalute e l'istituzione di processi di riconciliazione automatizzati tra le piattaforme di custodia e i sistemi interni.

3 - Infrastruttura per i pagamenti e il regolamento fiat – Per supportare il trading di criptovalute, le banche devono consentire ai clienti di finanziare e revocare i propri portafogli di asset digitali tramite i canali fiat tradizionali, come i bonifici SEPA o i movimenti interni dei conti. Ciò richiede una profonda integrazione con i motori di pagamento esistenti, inclusi quelli forniti da partner di servizi come Equens o Worldline. Inoltre, tutti i movimenti fiat devono essere elaborati tramite strumenti di screening delle sanzioni in tempo reale, come Fircosoft, e i motori di calcolo delle commissioni devono essere configurati per applicare commissioni o spread pertinenti. Ove applicabile, le banche possono anche valutare l'utilizzo di fiat tokenizzate o stablecoin come meccanismo di regolamento.

4 - Gestione degli ordini e routing dell'esecuzione – La gestione degli ordini per gli asset digitali si basa in genere su piattaforme di terze parti come Wyden, che fungono da BPO, indirizzando le transazioni dei clienti verso exchange di criptovalute istituzionali come Coinbase, Kraken o Binance. Per offrire un'esperienza di trading fluida, questi flussi di ordini esterni devono essere strettamente integrati nei sistemi interni della banca. Ciò include l'abilitazione di aggiornamenti in tempo reale ai registri ordini dei clienti, il monitoraggio accurato di profitti e perdite, l'invio di notifiche CRM e la visualizzazione delle conferme di transazione nelle dashboard dei clienti esistenti. I partner per l’integrazione terzi possono svolgere un ruolo fondamentale nel tradurre questi flussi di lavoro aziendali in storie di sviluppo attuabili, supportare la progettazione del protocollo API e gestire gli scenari di eccezione.

5 - Custodia e architettura del wallet – La custodia degli asset digitali, gestita tramite piattaforme come Fireblocks, Copper o provider simili, deve essere operativamente e tecnicamente allineata ai processi interni di gestione del rischio e della conformità della banca. Ciò include la definizione di strategie di allocazione del wallet (ad esempio, wallet separati o omnibus), l'impostazione di soglie per l'archiviazione a freddo o a caldo (Con "hot storage" si intendono i wallet di criptovalute connessi a internet, che consentono un accesso e un trading rapidi, ma sono maggiormente esposti ai rischi per la sicurezza informatica; con "cold storage" si intendono i wallet conservati offline ad esempio, su dispositivi hardware o cartacei), che offrono maggiore sicurezza ma richiedono passaggi manuali per accedere o trasferire fondi e il monitoraggio in tempo reale degli eventi on-chain che potrebbero attivare processi di conformità o di back-office.

6 - Conformità e sorveglianza – Le aspettative normative in materia di criptovalute stanno prendendo forma con il MiCA che delinea norme per l'antiriciclaggio (AML), il monitoraggio degli abusi di mercato e la sorveglianza delle negoziazioni. Le banche devono implementare nuovi regolamenti per rilevare e prevenire rischi specifici delle criptovalute, come insider trading, wash trading, sanzioni e spoofing. Facilitare questo processo richiede spesso l'integrazione con piattaforme specializzate di analisi blockchain, come Chainalysis o Elliptic, e il collegamento dei loro output all'infrastruttura di conformità esistente della banca.


Una finestra sempre più stretta per cogliere il vantaggio del first-mover

Integrare con successo gli asset digitali in un ambiente bancario tradizionale non è una questione di innovazione isolata: è uno sforzo multidimensionale che richiede una combinazione di comprensione normativa, profondità tecnica e visione di prodotto.

È il momento di agire. Se vogliono rimanere custodi fidati del patrimonio nei prossimi decenni, banche e società di investimento devono adattarsi ai comportamenti e ai valori digitali della Generazione Z.

Per garantire un successo sostenibile a lungo termine, le istituzioni tradizionali devono chiedersi: come possiamo servire la prossima generazione di investitori alle loro condizioni?

L'adozione delle criptovalute rappresenta non solo una preferenza generazionale, ma un cambiamento fondamentale nel modo in cui la finanza viene percepita, accolta e vissuta.

Secondo la nostra esperienza, gli istituti che si muovono rapidamente verso l'integrazione delle criptovalute possono ottenere un vantaggio competitivo significativo, mentre quelli che aspettano si ritrovano a dover recuperare terreno in un mercato sempre più affollato.


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DekaBank: criptovalute anche per i clienti retail con Boerse Stuttgart Digital

Criptovalute per i clienti retail delle Casse di Risparmio tedesche di DekaBank entro l’anno prossimo, grazie all’accordo con Boerse Stuttgart Digital, principale fornitore europeo di infrastrutture per criptovalute

Dal 2024 Boerse Stuttgart Digital è partner infrastrutturale di DekaBank per il trading di criptovalute rivolto alla clientela istituzionale. Ora la collaborazione viene estesa anche all’offerta cripto non consulenziale sviluppata da DekaBank per conto delle Casse di Risparmio, destinata a chi investe in autonomia.

DekaBank possiede già una propria piattaforma cripto, creata originariamente per il business istituzionale, che ora verrà estesa al segmento retail.

Sempre Deka si occuperà di coprire l’intera catena del valore, dal trading alla custodia, fino alla interfaccia front-end.


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2 min

Bancomat lancia una stablecoin ancorata all’euro

La società sta lavorando all’emissione di una criptovaluta che consenta l’acquisto del debito pubblico su blockchain, nuove forme di investimento e pagamenti all’estero più economici. L’obiettivo è creare una stablecoin europea.

Bancomat si prepara a lanciare una serie di innovazioni. Nel 2026, anzitutto, sarà possibile pagare anche all’estero - in Europa e al di fuori - con l’app Bancomat. La società è poi pronta a lanciare una stablecoin con l’ambizione di farne la valuta digitale «stabile» del sistema italiano e, possibilmente, europeo.

Le stablecoin sono criptovalute stabili perché ancorate a una moneta sovrana in un rapporto di valore uno a uno. Il 98% sono agganciate al dollaro, a partire dalla capofila e più utilizzata al mondo: Tether. Gran parte di loro non ha però corso in Europa perché non rispetta i regolamenti Ue in materia, specialmente per quanto riguarda la custodia delle riserve che dovrebbero assicurare l’immediata convertibilità della stablecoin nella corrispondente moneta sovrana. 

Bancomat intende riempire questo vuoto tramite il lancio di una stablecoin, provvisoriamente denominata «Eur-Bank», rispettosa della disciplina Ue e, quindi, più sicura e credibile per cittadini e imprese. La valuta digitale potrebbe vedere la luce entro la fine del 2026: le interlocuzioni con la Banca d’Italia sono già avviate così come il dialogo con gli istituti di credito azionisti di Bancomat. L’obiettivo è creare una stablecoin di riferimento per l’Italia che sarà emessa dalle banche nazionali e consentirà di offrire ai clienti nuovi servizi come pagamenti transfrontalieri più economici.

Bancomat ha inoltre già avviato un dialogo con il ministero delle Finanze per digitalizzare i titoli di Stato e permetterne lo scambio su blockchain del debito pubblico italiano, riducendo i costi di emissione e transazione, aumentando così il rendimento proponibile ai sottoscrittori, nonché flessibilizzando il taglio minimo di acquisto. 

Al contempo, la società sta dialogando con gli altri schemi di pagamento nazionali in Europa per far sì che Eur-Bank possa essere accettata anche negli altri Paesi Ue, precondizione per abilitare i suoi servizi più promettenti. 


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CASP, l’Italia parte lenta: solo tre istanze formali di autorizzazione. Mentre in Germania sono autorizzati già in 19

Sono già 19 le autorizzazioni Crypto-Asset Service Providers (CASP) rilasciate in Germania, seguita da Paesi Bassi (16), Malta (8) e Francia (7). L’Italia, invece, conta appena 3 domande formali di autorizzazione pervenute fino a metà ottobre 2025, di cui una sola in corso di valutazione, mentre le altre risultano ritirate o archiviate.

Sono i numeri impietosi snocciolati da Banca d’Italia e Consob lo scorso 22 ottobre in occasione di un workshop a Roma, dedicato agli addetti ai lavori, organizzato dalle due autorità di vigilanza in merito al processo di autorizzazione dei CASP, alla luce della normativa europea Markets in Crypto-Assets Regulation (MiCAR) e delle sue implicazioni sul piano operativo e antiriciclaggio (AML).(si vedano qui il comunicato stampa e qui le slide di presentazione).

Nel dettaglio, si legge nel documento redatto da Stefano Renna e Mattia Berruti (Banca d’Italia, Costituzioni banche e altri intermediari) e da Emma Iannaccone (Consob, Ufficio Imprese di Investimento, Crowdfunding, CASP), in Italia al 15 ottobre 2025 risultavano: 49 notifiche ex art. 65 MiCAR, 45 richieste formali di interlocuzione, 3 domande formali di autorizzazione presentate e 7 pre-filing. I soggetti attivi nel settore erano 166 VASP iscritti al Registro OAM al 31 dicembre 2024, di cui 150 persone giuridiche. Tuttavia, solo una minima parte ha già avviato un percorso formale per l’ottenimento dello status di CASP. Un dato che preoccupa le autorità, alla luce della sopraccitata scadenza del 30 dicembre 2025, termine ultimo per presentare istanza ed accedere al regime transitorio previsto dal Decreto-legge 95/2025. Chi non si attiverà entro quella data, dovrà interrompere l’operatività.

Il passaggio da VASP a CASP segna l’ingresso in un regime di intermediazione vigilata, con requisiti assimilabili a quelli previsti per gli intermediari finanziari tradizionali. I profili di analisi indicati da Banca d’Italia comprendono: assetto proprietario, governance, struttura organizzativa, programma di attività, piani previsionali e presidi prudenziali, sistemi e procedure IT.

Le prime evidenze mostrano una preparazione ancora immatura da parte di molti operatori: scarsa esperienza pregressa in ambito regolamentato, strutture governance deboli o non indipendenti, business model ottimistici, spesso basati su attività non coperte da MiCAR (es. staking), elevato ricorso a esternalizzazione IT e modelli sub-custody, redditività limitata e capitalizzazione insufficiente, assenza di presidi compliance robusti.

Le aspettative delle Autorità si focalizzano su: trasparenza del gruppo, coinvolgimento attivo dei soci, adeguata dialettica negli organi, supervisione effettiva delle funzioni esternalizzate, sostenibilità patrimoniale, gestione dei rischi informatici e rispetto del DORA.

E non basta. Perché in alcuni casi è necessaria una doppia autorizzazione, quando entra in gioco il rispetto della direttiva PSD2. Questo accade in particolare per gli operatori che intendano offrire servizi di trasferimento EMT (e-money token), i quali appunto devono ottenere doppia autorizzazione oppure stipulare una partnership con un PSP autorizzato. L’indicazione di Banca d’Italia è chiara: evitare approcci ambiziosi non sostenibili, adottando una progressione per fasi e richiedendo la doppia licenza solo se realmente necessaria.

Nel nuovo impianto normativo, i CASP sono assimilati come detto a intermediari finanziari (non più operatori non finanziari), soggetti quindi alla vigilanza della Banca d’Italia e agli obblighi estesi in materia di antiriciclaggio. Su questo tema le disposizioni secondarie già aggiornate impongono: adeguata verifica rafforzata, con fonti informative qualificate;  assetto organizzativo AML dedicato (AML manager, Responsabile segnalazioni SOS, autovalutazione del rischio);  conservazione dati anche fuori da blockchain, secondo modalità condivise con la UIF;  strumenti di transaction monitoring personalizzati, anche per wallet self-hosted; conformità alla “travel rule” UE, con responsabilità diretta dei CASP sui flussi informativi. Anche tema se questo Banca d’Italia segnala già criticità diffuse: matrici di rischio assenti, soluzioni di onboarding non conformi, outsourcing non presidiato, allocazione inefficiente dei ruoli AML.

L’adeguamento al nuovo regime è oneroso e complesso, ma, hanno concluso Banca d’Italia e Consob, anche un’opportunità di posizionamento competitivo per gli operatori seri e strutturati, in grado di operare in un quadro regolamentato, trasparente e conforme agli standard europei.


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CheckSig, la fintech che fa da sostituto d’imposta sulle cripto

CheckSig è un operatore italiano di servizi cripto (custodia, trading e fiscalità) nato per offrire standard di sicurezza e trasparenza da banca a investitori privati e istituzionali. È il primo ad applicare il regime del risparmio amministrato anche alle cripto, con il provider che agisce da sostituto d’imposta. 

CheckSig è un operatore italiano di servizi cripto (custodia, trading e fiscalità) nato per offrire standard di sicurezza e trasparenza da banca a investitori privati e istituzionali. Tra i suoi tratti distintivi: Proof-of-Reserves pubblica mensile su blockchain, attestazioni SOC1/SOC2 Type II rilasciate da Deloitte e un protocollo di custodia cold a più livelli con firme multiple e finestre temporizzate.

La sua missione è sempre stata rendere l’accesso ai crypto-asset affidabile e compatibile con i requisiti di banche e regolatori.

L’Italia, con la Legge di Bilancio 2023 e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, ha definito un perimetro fiscale per le cripto-attività (plusvalenze tassate al 26%, imposta di bollo allo 0,2% su attività finanziarie, obblighi dichiarativi). In questo quadro è possibile applicare il regime del risparmio amministrato anche alle cripto, con il provider che agisce da sostituto d’imposta.

CheckSig è il primo operatore italiano a offrire in modo strutturato questo servizio: se il cliente sceglie l’opzione “regime amministrato”, la piattaforma calcola automaticamente plus/minusvalenze (anche da staking), trattiene e versa le imposte dovute, solleva l’investitore dagli adempimenti in dichiarazione e liquida i fondi con bonifici crypto-friendly sul conto corrente. In pratica, porta sulle cripto la stessa esperienza fiscale “senza pensieri” tipica dei dossier titoli bancari.

Nello scenario attuale un operatore che sostituisce l’investitore negli adempimenti fiscali e adotta controlli standardizzati rende più semplice per banche, wealth manager e imprese integrare le cripto nelle proprie offerte senza caricare i clienti di burocrazia.


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La BCE accelera sull’euro digitale: Giesecke+Devrient, Nexi e Capgemini svilupperanno la soluzione offline

L’obiettivo è permettere pagamenti sicuri anche senza connessione o intermediari, preservando la riservatezza tipica del contante. La nuova infrastruttura rafforza resilienza, inclusione e innovazione nei pagamenti elettronici, segnando un passo decisivo verso la moneta digitale europea.

L’Europa compie un passo decisivo verso l’euro digitale. La BCE ha annunciato la selezione dei partner tecnologici per sviluppare una soluzione paneuropea che consenta ai cittadini e ai commercianti di effettuare pagamenti anche offline. La possibilità di regolare transazioni senza connessione a internet o intermediari sarà uno dei tratti distintivi del nuovo sistema.

L’euro digitale sarà complementare a banconote e monete, offrendo libertà di scelta e accessibilità universale. A differenza dei sistemi di pagamento elettronico esistenti, non richiederà un conto bancario. Il denaro sarà memorizzato direttamente sui dispositivi degli utenti – smartphone, carte o altri supporti – garantendo “privacy e sicurezza come avviene oggi con il contante”.

Il consorzio selezionato unisce competenze diverse: Giesecke+Devrient porta la sua esperienza nella sicurezza digitale e nella gestione delle valute, Capgemini il know-how nella consulenza e nei test tecnologici, mentre Nexi contribuisce con la sua leadership nei sistemi di pagamento e nei POS. L’iniziativa confluirà nella Digital Euro Service Platform (DESP).


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La crypto-banca Deblock vuole arrivare in Italia nel 2026

Deblock è la prima piattaforma bancaria europea interamente on-chain, che combina la sicurezza e la trasparenza di un istituto finanziario tradizionale con la flessibilità della custodia autonoma on-chain. Grazie all’integrazione tra conto corrente in euro e portafoglio cripto personale e di proprietà dell’utente, la piattaforma consente di gestire, investire e spendere sia valute fiat sia asset digitali da un’unica interfaccia.

Gli utenti possono effettuare pagamenti quotidiani, investire, risparmiare tramite Vaults e accedere ai servizi DeFi mantenendo sempre il controllo totale dei propri fondi, a differenza delle soluzioni basate su custodia centralizzata.

Deblock collega il mondo cripto e la banca tradizionale, rendendo gli asset digitali utilizzabili come gli euro, senza richiedere agli utenti di comprendere protocolli complessi. Questo apre la finanza decentralizzata a un pubblico più ampio, mantenendo piena conformità normativa.

Deblock è autorizzata come Istituto di moneta elettronica (EMI) dalla Banque de France/ACPR ed è stata la prima fintech a ottenere una licenza MiCA (markets in crypto-assets) dall’Autorité des Marchés Financiers (AMF).

Dal lancio in Francia nell’aprile 2024, Deblock ha superato i 300mila clienti: questo successo conferma la crescente domanda di una nuova esperienza bancaria che unisce usabilità, sicurezza e controllo diretto degli asset digitali attraverso la self-custody.

Forte di questi risultati, Deblock è ora in fase di espansione internazionale, con l’obiettivo di arrivare nel 2026 in Italia dove l’azienda è oggi presente con una base di oltre cinquemila utenti early adopter, e renderla uno dei mercati europei di riferimento nei prossimi anni. Il piano di sviluppo prevede la localizzazione completa dell’app e dell’esperienza cliente, oltre alla creazione di un team locale dedicato alla crescita del mercato e al supporto degli utenti in lingua italiana.

La seconda generazione di servizi finanziari è stata definita dalle neobank mobile-first, che sono però ancora basate su infrastrutture legacy. Deblock rappresenta la prossima ondata: piattaforme on-chain programmabili e controllate dagli utenti, che uniscono conformità di livello bancario, UX fintech moderna e architettura blockchain.


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Kraken: arriva la carta di debito per pagare anche in crypto. E col cashback

Arriva la Krak Card, per pagamenti multi-asset in oltre 400 valute, tra cui crypto, stablecoin e valute fiat, e con l’1% di cashback su ogni acquisto con carta.

In parallelo, Kraken introduce la possibilità di accreditare lo stipendio e attiva servizi di custodia che offrono accesso a pool di lending DeFi con rendimenti variabili fino al 10% APY.

I consumatori cercano sul mercato ciò che le banche tradizionali ancora non riescono a offrire, ovvero una piattaforma unica, capace di integrare criptovalute e valute tradizionali, che funzioni in tempo reale e senza frizioni. La app di Kraken, lanciata a giugno 2025, vuole essere la risposta a questa richiesta del mercato, mettendo nelle mani dei consumatori una piattaforma moderna e multi-asset, che consente di fare spese, risparmiare e accrescere il proprio patrimonio.

Con l’obiettivo di ampliare l’accesso alla DeFi e trasformare gli asset inattivi in possibili rendimenti giornali, sono in arrivo anche i Vaults, dei conti deposito che funzionano grazie alla integrazione con protocolli di lending verificati da audit indipendenti, e progettati per generare ritorni che possono superare il 10% di APY (rendimento percentuale annuo), a seconda del profilo scelto (ne sono disponibili 3).


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Nasce Qivalis, consorzio di banche UE che lancerà una stablecoin nel 2026

Banca Sella, UniCredit, CaixaBank, Danske Bank, DekaBank, ING, KBC, Raiffeisen Bank International e SEB, alle quali si è aggiunta di recente BNP Paribas, formano Qivalis, consorzio pronto a lanciare una stablecoin in euro nella seconda metà del 2026.

La notizia è stata data in una conference call il 2 dicembre 2025 da Amsterdam, dove la nuova entità avrà sede legale. Qivalis sta ora lavorando per ottenere dall’autorità di vigilanza olandese (DNB – Dutch Central Bank) e l’autorizzazione e la supervisione come Istituto di Moneta Elettronica (Electronic Money Institution, EMI).

Il nome deriva dalla q di “quality” e il latino “valere”. Fungerà da strato neutrale di pagamento e regolamento e sarà un token di moneta elettronica completamente regolamentato, garantito uno a uno da depositi in contanti e attività liquide di alta qualità. L’emittente sta richiedendo una licenza EMI alla DNB olandese e lavorerà esclusivamente con intermediari autorizzati e una vasta rete di partner per la distribuzione. Dopo la creazione del team esecutivo, l’obiettivo è di completare i preparativi tecnologici e operativi entro la seconda metà del prossimo anno, in attesa dell’approvazione del processo di licenza previsto in 6-9 mesi.

I progetti attuali legati all’Euro digitale e alle stablecoin europee sono da considerarsi distinti per funzione e scopo:

  1. Euro digitale (al dettaglio/retail): è pensato soprattutto come sostituto del contante man mano che il cash scompare in molti Paesi europei. L’euro digitale al dettaglio non è basato su blockchain e quindi non copre nessuno degli usi tipici di una stablecoin.
  2. Euro digitale (all’ingrosso/wholesale): nel modello attuale è previsto solo per le banche, perché sono loro ad avere i conti presso la BCE (Banca Centrale Europea).
  3. Stablecoin europea (questo progetto): questa stablecoin verrebbe invece distribuita attraverso le banche alla clientela finale, sia retail sia corporate.

La stablecoin in euro consentirà accesso 24/7 a pagamenti transfrontalieri efficienti, pagamenti programmabili e miglioramenti nella gestione della supply chain e nel regolamento degli asset digitali, dagli asset tokenizzati alle criptovalute. La stablecoin offrirà pagamenti e regolamenti quasi istantanei e a basso costo.

Il consorzio resta aperto all’ingresso di ulteriori banche, rafforzando la propria missione di spingere l’innovazione nei pagamenti, nel regolamento e negli asset digitali e tokenizzati, tenendo sempre in primo piano chiarezza, sicurezza e responsabilità.